A cura di Riccardo Pediconi

“Dovremmo ammettere con onestà che non è stato fatto abbastanza per sviluppare relazioni economiche più equilibrate e reciproche o per rispettare gli impegni assunti nel corso del vertice di Pechino dello scorso anno in particolare per quanto riguarda gli scambi e gli investimenti”[1], queste le affermazioni di Jean Claude Juncker al termine dei lavori del 21^ vertice UE-Cina, svoltosi il 9 aprile scorso.

La UE era rappresentata dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, la Cina dal Premier del Consiglio di Stato Li Keqiang e dal ministro degli Esteri, Wang Yi. Al summit, inoltre, hanno partecipato Jyrki Katainen, il Vicepresidente della Commissione, responsabile per crescita-investimenti e competitività, e Federica Mogherini, Alto Rappresentante per la Politica estera e la sicurezza comune (Pesc).

Dopo un avvio tutto in salita[2], dovuto alle divergenze sui temi fondamentali come i diritti umani e la sicurezza informatica, il vertice si è concluso con una dichiarazione congiunta che riguarda aspetti fondamentali come la cooperazione in ambito commerciale, la politica estera e la sicurezza.[3] In particolare, viene previsto lo sviluppo dell’interattività tra i due continenti, collegando il progetto Connecting Europe and Asia (in parallelo alla Rete di trasporto transeuropea) e la Belt and Road Initiative.

L’Europa ha fatto valere la sua posizione, volta ad affermare la parità di tutela delle aziende europee e cinesi nei corrispettivi mercati[4]. Infatti, nel documento è contenuta un’apertura, tanto voluta dall’UE, riguardo ai sussidi statali cinesi alle industrie, all’impegno di non trasferire forzatamente la tecnologia e di aumentare la convergenza alle regole del WTO.

Inoltre, Cina e UE hanno confermato le reciproche determinazioni in tema di sicurezza e di politica estera: la volontà di consolidare le intese in campo ambientale, come gli accordi di Parigi; il rinnovo della linea intrapresa con l’Accordo sul nucleare iraniano, ribadendo la divergenza rispetto alle vedute “trumpiane” [5]; l’intenzione di trovare una soluzione pacifica in Afghanistan, Corea e Venezuela.

Comunque, alcune questioni cruciali permangono.

La UE, richiamando i principi del diritto internazionale, ha evidenziato il gap riguardo alla sicurezza informatica, soprattutto nel campo del 5G (divisioni tra i Paesi europei sull’affidabilità delle reti cinesi ZTE e Huawei) e della personalità della proprietà intellettuale. Per quanto concerne i diritti umani, ha riconosciuto l’apertura della Cina al Dialogo dell’1-2 aprile, ma senza risultati vincolanti.[6]

È indicativo, inoltre, che nel testo della dichiarazione congiunta, malgrado i numerosi riferimenti alla cooperazione ed alle sinergie per attenuare la guerra commerciale USA-Cina, non figuri il termine “reciprocità”[7]. Ciò denota il persistere della diffidenza della UE rispetto alle effettive intenzioni del Dragone. Riserve che hanno trovato conferma nel successivo forum economico e politico CEEC 16+1, dove Pechino – nonostante la proclamata azione congiunta sino-europea – ha proposto in modo unilaterale un ampio pacchetto di investimenti nei Paesi Orientali e Balcanici europei[8].

Comunque, a parte le contraddizioni emerse, risulta evidente che il summit ha conseguito l’importante risultato di gettare le basi per un accordo bilaterale, da stipularsi entro il 2020.[9]


[1] Commissione Europea, comunicato stampa del 9 aprile 2019, http://europa.eu/rapid/press-release_IP-19-2055_it.htm;

[2] A. Amighini, The Eu-China summit: What is a Stake? ISPI Online, 8 aprile 2019;

[3] European Council, EU-China summit 09/04/2019, in www.consilium.europa.eu;

[5] S. Erlarger, Europe holds summit with China, more skeptically this time, The New York Times, 9 aprile 2019;

[6] S. Console, UE/Cina: le intese commerciali schiacciano i diritti umani, in Affari Internazionali il 12 aprile 2019;

[7] F. Godement, EU–China: The New semantics of the Summit, Institut Montaigne, 15 aprile 2019;

[8] G. Cuscito, La Cina non punta ancora al Trono di Spade in Europa (di mezzo), LIMES, Il Bollettino Imperiale, 18 aprile 2019.

[9] European Council, EU-China summit 09/04/2019, in www.consilium.europa.eu;

Comments are closed.