Un virus come nuovo terrorista: “Devi fuggire da chi è afflitto dalla lebbra come scappi dal leone”

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Il Coronavirus non ha più confini. Dopo la dichiarazione di pandemia ha spaventato anche l’ISIS.

Dai suoi rifugi in Siria e in Iraq, che evidentemente non devono essere così piccoli, l’organizzazione jihadista ha diffuso un volantino attraverso la newsletter Al Naba rappresentante le misure da adottare, che sono le stesse adottate ovunque, ma che ovviamente fa discendere dal verbo divino. 

Tra le imposizioni nel Corano del Profeta prima fra tutte c’è quella di proteggersi dalle malattie e di difendersi dal contagio.

“Lavarsi le mani e confidare in Dio”- vediamo come l’ISIS oltre alle direttive comuni a tutti i Paesi colpiti spinge ad affidarsi ad Allah, cercare protezione e porre fiducia in lui.

L’epidemia secondo la Jihad non colpisce a caso ma segue la volontà di Dio e per questo bisogna cercare rifugio nella fede. 

“Il messaggero di Allah ha detto che non si deve entrare né uscire dalla terra del contagio. Chi accetta pazientemente gli eventi, sapendo che sarà l’Altissimo a scegliere le vittime, sarà ricompensato come i martiri”.

“Stop agli attacchi in Europa”- così l’ISIS invita a non andare nella terra del contagio. Anche gli attacchi vengono rimandati a quando l’emergenza sanitaria sarà finita.

L’Isis ha anche divulgato sui propri media un post celebrativo del Covid-19 definendolo “soldato di Allah” e “punizione per gli infedeli”, dimenticando però che il Virus non solo non risparmia nessuno, ma si è manifestato in diversi Paesi musulmani tra cui Afghanistan, Algeria, Egitto, Iraq, Tunisia e Turchia.

 E’ dunque plausibile che l’Isis stia semplicemente cercando di cavalcare l’onda dell’emergenza Covid-19 per rilanciarsi sul piano mediatico internazionale dopo la sconfitta inflittagli dalla campagna militare americana e da quella russo-siriana che ha portato all’eliminazione dei suoi vertici.

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