SHADE MED: un dibattito ad alto livello per la sicurezza futura nel Mediterraneo

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Il 26 e 27 novembre la missione Irini di EUNAVFOR MED, cioè l’operazione UE per l’embargo sulle armi delle Nazioni Unite in Libia, ospiterà (quest’anno purtroppo solo online) l’edizione 2020 di SHADE MED. SHADE MED, “Shared Awareness and De-Conflitttion in the Mediterranean” (Consapevolezza condivisa e riduzione del conflitto nel Mediterraneo) è un forum in cui rappresentanti di nazioni e organizzazioni con un interesse per la stabilità e la sicurezza nel Mediterraneo, si riuniscono ogni anno dal 2016 per discutere della situazione e valutare l’evoluzione, le tendenze e le migliori pratiche nella regione.

Quest’anno l’incontro mirerà in particolare a discutere come ridurre la possibilità di conflitti e, ove possibile, a coordinare le risorse, le operazioni militari e civili, e le pratiche industriali, per raggiungere la stabilizzazione nella regione e rafforzare la partnership in questa vasta area. La conferenza, intitolata “Sfide per la cooperazione nel Mediterraneo dopo la pandemia globale”, comprenderà due fasi principali: due panels in sessione plenaria con presentazioni e briefings tenuti da illustri relatori esperti in materia, e una serie di gruppi di lavoro dedicati a specifici argomenti di interesse, che quest’anno saranno su: attività illecite, coordinamento dell’industria navale, e formazione della Guardia Costiera e Marina Libiche.

Tra i prestigiosi ospiti quest’anno ci saranno: Josep Borrel (Alto Rappresentante UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza), Jose Sabadell (nuovo ambasciatore UE in Libia) il Generale Vecciarelli (Capo di Stato Maggiore della Difesa) il Generale Graziano (Presidente del Comitato Militare dell’UE) il General Re (Comandante del NATO Southern Hub) l’Ammiraglio Burke (comandante del NATO Joint Force Command) il Vice Ammiraglio Keith Blount (Comandante del NATO MARCOM) e molti altri. Le passate edizioni di SHADE MED hanno attirato solitamente quasi trecento partecipanti da decine di paesi e organizzazioni, ma questa edizione, con il vincolo ma anche il vantaggio di farlo online, potrebbe raggiungere numeri più alti.

L’operazione Irini di EUNAVFOR, che come detto ospita questa conferenza di altissimo livello, è guidata dal Contrammiraglio italiano Fabio Agostini, e oltre a controllare l’embargo sulla Libia, come successore dell’operazione Sophia, ha anche compiti secondari che potrebbero renderla cruciale nella stabilizzazione della Libia in futuro. Fra i suoi compiti ci sono infatti anche quello di monitorare e raccogliere informazioni sulle esportazioni illecite di petrolio dalla Libia, contribuire allo sviluppo delle capacità e alla formazione della Guardia costiera e della Marina Libiche, nei compiti soprattutto dell’applicazione della legge internazionale del mare, e infine contribuire a rompere il business del traffico di esseri umani attraverso la raccolta di informazioni e il pattugliamento aereo.

Tutti questi compiti entrano nel processo di stabilizzazione potenziale della Libia ma anche di tutto il Mar Mediterraneo, in una prospettiva futura che vedrà sempre più problemi di sicurezza derivare dalla regione e l’Italia sarà in prima linea su questo, visto che siamo la piattaforma Europea sul mare, come ci ricorda anche l’ultimo numero di Limes. Frai rischi futuri il primo verrà dalle nuove forme di terrorismo, che insieme alla criminalità organizzata e alle migrazioni di massa previste, vista l’esplosione demografica attesa in Africa, porteranno a forti rischi di instabilità nel nostro paese; poi il rischio di escalation dei conflitti geopolitici, vista la competizione fra grandi potenze e anche potenze regionali nella regione, con la presenza di Russia e Cina, ma anche con i conflitti tra paesi del Mediterraneo, come Egitto e Turchia, e talvolta anche all’interno della stessa Alleanza Atlantica come la Turchia contro Grecia e Francia; e infine possibili gravi problemi ambientali, visti i forti cambiamenti climatici, anch’essi con possibili conseguenze nefaste per la regione Mediterranea, inclusi disastri naturali e una nuova lotta per la scarsità delle risorse.

Aspettiamo quindi che SHADE MED lanci alcune riflessioni strategiche di alto livello per il Mediterraneo, per aiutare a renderlo, speriamo di nuovo in futuro, un più prospero e stabile “mare tra le terre”.

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