Nigeria: siglato un nuovo accordo con la Russia

0
63

di Salvo Licciardello

Che il presidente Muhammadu Buhari guardasse con crescente interesse al Cremlino, non ha mai rappresentato un segreto per la comunità internazionale e la conferma definitiva è giunta a conclusione del primo summit Russia-Africa, tenutosi a Sochi tra il 23 e 24 ottobre. All’evento, presieduto dal presidente russo Putin, è emersa con chiarezza la piena disponibilità del governo nigeriano ad assecondare la volontà di Mosca ad attestarsi tra i maggiori stakeholders del Paese.

Le azioni intraprese da Mosca dal 2017, come la cancellazione degli oltre 20 miliardi di debiti contratti dai paesi africani, hanno trovato la giusta prosecuzione nelle determinazioni raggiunte all’incontro, interessando la Nigeria sotto un duplice aspetto: un Memorandum of Understanding (MoU) sul piano economico, relativo alla cooperazione tra le maggiori compagnie petrolifere dei due paesi, e sul piano militare, nella creazione dei presupposti per implementare la vendita delle armi di fabbricazione russa.

In particolare, sotto il profilo commerciale, si è raggiunto un accordo tra i colossi petroliferi dei due paesi, la Nigerian National Petroleum Corporation (NNPC) da un lato, e la Lukeoil russa dall’altro, con il preciso intento di cooperare nella produzione, nella raffinazione e nella commercializzazione del petrolio in Nigeria. L’accordo, oltre al greggio, ha interessato anche la commercializzazione del gas e lo studio congiunto dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, nonché lo sviluppo del settore dell’energia nucleare civile.

Sul versante militare, invece, la Nigeria intende beneficiare delle medesime forniture russe già predisposte in favore del vicino Niger. Una netta volontà, quindi, del governo di Abuja, di dotarsi di altri elicotteri d’attacco russi Mi-35 (oltre ai 6 già operativi, dei 12 ordinati nel settembre 2015), e ciò anche al fine di contrastare gli attacchi terroristici nel nord-est del Paese, come affermato dal ministro degli esteri nigeriano Kalla Ancurao.

Da sottolineare, poi, come il presidente Buhari, nel corso del summit, non abbia lesinato espressioni comprovanti l’assoluta disponibilità a riprendere i rapporti con la Russia, interrotti nel 1991 con il collasso dell’URSS; un’espressa dichiarazione di ‘’eterna gratitudine’’ al ‘’partner forte’’ ed una chiara richiesta di ‘’forgiare una nuova collaborazione tra Nigeria e Russia”, […], ‘’rassicurando gli amici russi di essere risoluti e pronti’’, solo per citare alcuni tra i passaggi più emblematici del discorso presidenziale.

Ma a tanto entusiasmo ha fatto eco la preoccupazione degli altri attori internazionali, che interpretano il nuovo accordo, come l’espressione più tangibile del preciso programma di Mosca, di ripristinare la propria egemonia sul territorio nigeriano. In realtà, al momento, il Cremlino, nonostante nel 2018 abbia notevolmente incrementato il commercio con i Paesi africani, non è riuscito ad attestarsi tra i primi posti dei partners commerciali del continente (nell’ordine UE, Cina, India, USA ed Emirati Arabi Uniti).

I riflettori, quindi, restano puntati sulle nuove cooperazioni tra i due Paesi, focalizzandosi sulle modalità operative, già etichettate dagli analisti USA come ‘predatorie’. Ma la Russia, come la Nigeria, del resto, respinge ogni preventiva bollatura, sull’evenienza di un’offerta di aiuto, condizionata ad un eventuale prossimo appoggio, in termini di voti, alle Nazioni Unite.

Comments are closed.