L’Occidente distratto fa risorgere l’Isis.

Nasce l’Islamic State in Central Africa Province.
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Il Covid-19 e la crisi economica mondiale sembrano aver gettato nell’oblio l’organizzazione terroristica dell’Isis.
In realtà hanno dato un vantaggio agli uomini del sedicente Stato Islamico quello di agire indisturbati.
L’attenzione mediatica posta su altre questioni lascia l’Isis libero di agire nell’ombra.
I soldati del Califfato sono in realtà ancora in azione, si riorganizzano con basi segrete in Medio Oriente ed avanzano nell’Africa centrale. 

L’Africa è sempre stata la base più importante per il jihadismo internazionale, nonostante l’attenzione degli ultimi anni verso il Medio Oriente e l’Asia.
Attualmente l’Africa è una polveriera.

Recentemente ci sono stati diversi episodi di barbarie con esecuzioni e decapitazioni di abitanti dei villaggi locali. Il tutto filmato e diffuso su internet e sui social media, in pieno stile della propaganda dello Stato Islamico. 
I terroristi, inoltre, dopo aver preso il controllo di buone parti del Congo e del Mozambico, hanno assunto una dimensione transnazionale e si sono trasformati in Islamic State in Central Africa Province (ISCAP). 

L’obiettivo è costituire un Califfato nel continente, riunendosi con i miliziani dello Stato Islamico nel Grande Sahara (Islamic State in the Great Sahara, ISGS), che operano più a nord. 
Ciò, dopo aver stabilito una presenza stabile, oltre che in Tanzania, anche in Kenya e Uganda.
Il tutto avviene nell’impotenza dei governi coinvolti, che continuano a rifiutare le offerte di aiuto dall’estero ed eventuali missioni internazionali, preferendo “fare da soli” nonostante i pessimi risultati. 

La situazione, però, ormai è sfuggita di mano e non c’è più tempo. Se non sarà affrontata al più presto in modo coordinato, si rischia un conflitto asimmetrico su base quasi continentale.

Non meno importante è lo sguardo rivolto dall’Isis verso l’Europa.
C’è la volontà, palesata dallo Stato islamico, di sfruttare la pandemia per colpire l’Occidente con nuovi contagi provocati dal continuo flusso di clandestini verso il sud dell’Europa. 
I confini libici sono notoriamente permeati dai traffici di illegali provenienti dagli itinerari che dal Ciad e dal Niger conducono al Fezzan.
Traffici ovviamente incontrollati e selezionati dalle milizie islamiste per il successivo invio sulle coste libiche e tunisine e l’imbarco verso le coste siciliane.

La propaganda buonista occidentale può veramente indurre la popolazione alla sottovalutazione di fenomeni che comportano seri rischi per l’incolumità dei cittadini europei.

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