“Quante divisioni ha il Papa?” chiosò Stalin a Jalta per evidenziare ironicamente lo stato di debolezza del Papa e della Chiesa Cattolica nelle grandi battaglie politico-militari. Nel 1953 alla morte di Stalin, Papa Pacelli avrebbe poi sostenuto: “Ora Stalin vedrà quante divisioni abbiamo lassù”.

Non potendo contarle, si nota che da sempre la Chiesa è un’istituzione globale nell’assetto geografico del mondo capace di radicarsi in occidente e oriente da nord a sud del pianeta.

La Santa Sede è dotata di personalità giuridica internazionale originaria ed in virtù di questo è destinataria delle norme internazionali come tutti gli Stati. Grazie al proprio corpo diplomatico, nato nei primi Concili Ecumenici, agli albori della storia della Chiesa Cattolica, intrattiene rapporti bilaterali con 183 Stati a cui si aggiungono il Sovrano Ordine di Malta e l’Unione Europea.

Gli accordi bilaterali in vigore conclusi dalla Santa Sede sono 256 e sono di carattere generale, parziale e speciale.

Tra questi, vi sono i Patti Lateranensi, siglati nel 1929 da Benito Mussolini e dal Cardinale Pietro Gasparri. Grazie ai Patti si pose fine alla cosiddetta “questione romana”, si risolsero le molteplici questioni economiche pendenti tra Stato e Chiesa e si stabilirono i futuri rapporti fra le due parti in tema di matrimonio, libertà di culto e sentenze. L’Accordo di Villa Madama del 1984, poi, revisionò il concordato in chiave più democratica all’indomani di una situazione politico-sociale diversa rispetto a quella del 1929.

In materia ambientale, tra le firme della Santa Sede figura la Convenzione di Vienna per la protezione dello strato di ozono e l’Emendamento al Protocollo di Montreal sulle sostanze che lo riducono. La firma di diverse convenzioni come quella per i diritti dei bambini, la Convenzione di Ginevra relativa al trattamento dei prigionieri di guerra, la Convenzione sullo status dei rifugiati e la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, sottolinea l’impegno internazionale della S.S. per la salvaguardia e la protezione dei diritti umani.

Oltre a Convenzioni, Protocolli e Trattati, la diplomazia pontificia partecipa alla vita internazionale attraverso programmi, Organizzazioni e Organismi intergovernativi con status di membro o di osservatore. Tra queste, naturalmente, l’Onu, l’Oms, l’Osce, l’Omc e il World Food Program.

In conclusione, l’autorevolezza diplomatica della S.S. ha avuto un notevole impatto sull’ordine internazionale grazie anche all’utilizzo assiduo dello strumento della mediazione tra gli Stati.

Alcune operazioni di questo tipo si ebbero durante il papato di Leone XIII (1878-1903) e nello specifico si trattò dell’arbitrato tra Germania e Spagna sulle Isole Caroline (1885), dell’intervento tra Inghilterra e Portogallo sulle frontiere del Congo (1890) e della mediazione tra Inghilterra e Venezuela sulla Guyana (1894). Oggi, non sono da dimenticare le più recenti attività di mediazione come quella portata avanti da Papa Giovanni XXIII con riguardo alla crisi dei missili di Cuba e l’intervento di Papa Francesco per attenuare le tensioni tra Stati Uniti e Cuba.

Leave a reply