Il 6 ottobre scorso si è tenuto a Kranj, in Slovenia il vertice fra rappresentanti delle istituzioni europee, degli stati membri dell’UE e dei leader dei Paesi dei Balcani occidentali.

“I Balcani occidentali”, ha affermato la presidente della Commissione europea Von der Leyen, “appartengono all’Unione Europea”, che già in precedenti dichiarazioni aveva sottolineato come l’ingresso dei Paesi dell’area fosse una priorità per la sua commissione.

Nonostante queste dichiarazioni, il tema dell’ingresso dei paesi dei Balcani occidentali all’interno dell’Unione europea rimane complesso ed il processo di integrazione non sembra poter subire delle svolte significative nel prossimo futuro. Nessuna data dunque in merito alla possibile conclusione di questa lunga storia, aperta nel 2003 con la promessa di Salonicco.

Nella dichiarazione rilasciata dai leader europei, si riafferma il supporto al processo di integrazione dei Paesi dell’area ma si fa anche riferimento ad una serie di misure di supporto economico, come lo stanziamento di 30 miliardi di euro nei prossimi 7 anni per l’Economic and Investment Plan.

Nel corso del tempo sono state lanciate diverse iniziative con lo scopo di riaccendere l’entusiasmo rispetto all’integrazione dei Paesi dell’area, come il processo di Berlino del 2014 e per ultimo la riforma del processo di allargamento del 2020.

I diversi Paesi si sono trovano in fasi diverse del processo, con la Serbia che fa da capofila, avendo avviato i negoziati di adesione nel gennaio 2014. Recentemente invece, nonostante le raccomandazioni della Commissione, il Consiglio non ha dato avvio all’apertura dei negoziati con Albania e Macedonia del Nord.

Rimangono dunque diversi problemi rispetto a questo lungo percorso, tra i quali la crescente disaffezione dell’opinione pubblica rispetto alla prospettiva europea. Questi problemi sono stati sintetizzati dalla presidente Von der Leyen, che ha affermato che la credibilità dell’Ue come partner è in gioco. La mancata apertura dei negoziati con Macedonia del Nord e Albania avrebbe infatti messo “a repentaglio la nostra posizione e la nostra influenza nella regione”.

La prospettiva europea per i Paesi dei Balcani occidentali ha rappresentato negli ultimi diciotto anni una spinta importante verso lo sviluppo e la modernizzazione dell’area, oltre a giocare un ruolo centrale nella stabilizzazione nel periodo immediatamente successivo alla fine dei conflitti dell’ex-Jugoslavia. La volontà dell’Ue sembra essere dunque quella di continuare a lasciare aperta la porta, nell’attesa di poter definitivamente consentirne l’accesso. La lentezza del processo ha però generato nel corso del tempo insicurezza sulla possibilità di entrare effettivamente all’interno dell’Unione, creando spazi per l’aumento di influenza di altri attori, quali Russia e Cina, nell’area.

fonte immagine: https://www.agensir.it/quotidiano/2021/10/6/ue-balcani-occidentali-dichiarazione-finale-allargamento-legato-a-riforme-ma-omesso-il-cronoprogramma-richiami-su-liberta-di-stampa-e-migrazioni/

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