Il flusso migratorio proveniente dall’Africa centrale e occidentale, raggiunge l’Europa seguendo gli itinerari posti sotto il controllo delle reti criminali che gestiscono il contrabbando ed il traffico di esseri umani. I tre principali snodi di transito, in particolare, sono il Mediterraneo centrale, il Mediterraneo occidentale e l’Africa occidentale, con i relativi sbarchi in Grecia, Italia e Spagna.

La rotta del Mediterraneo centrale ha due diversi punti d’origine: il primo in Niger, ad Agadez ed il secondo a nord del Mali. Entrambi i percorsi transitano per l’Algeria, attraversando rispettivamente il distretto di Tazrouk (Parco Nazionale dell’Ahaggar) con destinazione Gath (Libia), e Reggane, per il successivo ingresso nella provincia di Figuig (Marocco). È di tutta evidenza come le rotte percorse ricalchino gli itinerari tradizionalmente utilizzati dalle bande criminali impegnate nei traffici illegali dei rispettivi paesi, che, in particolare, per quel che concerne la posizione del Niger, preferiscono transitare per l’Algeria, piuttosto che fare ingresso direttamente nella confinante Libia.

La rotta del Mediterraneo occidentale, la c.d. ‘rotta iberica’, si distingue in due parti: terrestre e marittima. La prima, prevede l’attraversamento del confine tra Spagna e Marocco nelle città di Ceuta e Melilla (territori del continente africano appartenenti alla Spagna). La seconda, la rotta marittima, interessa l’attraversamento dello stretto di Gibilterra dal nord del Marocco verso la Spagna, seguendo il percorso tradizionale da Tangeri a Tarifa. Da recenti analisi sembrerebbe che proprio questa rotta del Mediterraneo occidentale potrebbe presto diventare la via principale di accesso all’Europa.

La rotta dell’Africa occidentale, attualmente la seconda per numero di ingressi irregolari, segue la direttrice che dalla costa occidentale dell’Africa porta alle Isole Canarie (Spagna), convogliando maggiormente le partenze dalle aree del Sahel occidentale. Anche in questo caso è stato rilevato come l’attraversamento della Mauritania, ad esempio, avvenga ripercorrendo i percorsi già noti e impegnati dai trafficanti di armi e stupefacenti che operano nell’aree indicate.

È su queste tre specifiche linee di transito che si concentra l’attenzione degli analisti internazionali, sul presupposto, peraltro, che la rotta balcanica, la c.d ‘rotta del Levante’, rimane sempre più connotata da transiti di migranti irregolari provenienti da aree di conflitto in Medio Oriente (siriani, afghani, iracheni e pakistani). Si aggiunga, inoltre, che negli ultimi anni la rotta terrestre (dalla Turchia verso la Bulgaria), è meno percorsa, con un conseguente incremento dei transiti verso l’Egitto e la Libia (alimentando, quindi, la rotta del Mediterraneo centrale). E ciò a seguito dell’accordo sui rifugiati tra l’UE e la Turchia del marzo 2016, finalizzato ad arginare i transiti dei migranti giunti in Turchia via mare o via terra. Un’ulteriore riprova che il fenomeno migratorio può essere arginato solo mediante il controllo delle vie di transito, con un’azione comune ed integrata dei Paesi direttamente interessati.

Comments are closed.