Ecco come il Partito di Dio si è radicato in America Latina negli ultimi anni

Hezbollah, conosciuto anche con il nome di Partito di Dio, è un’organizzazione paramilitare libanese sciita molto complessa che racchiude al suo interno tre elementi: è un partito politico, è una milizia e, in ultimo punto, anche un’aggregazione terroristica. Grazie al supporto logistico e finanziario di Iran e della Siria (prima della guerra civile), Hezbollah nel corso degli anni è riuscito a creare in Libano una sorta di “stato nello Stato” dotato di una potente e radicata struttura che travalica i confini regionali.

LA NASCITA

Hezbollah nasce durante la guerra civile libanese all’interno della folta e oppressa comunità sciita. Dopo l’invasione da parte di Israele del sud del Libano nel 1982, con la quale lo stato Ebraico tentò di cacciare i miliziani palestinesi che erano presenti nell’area, gli sciiti presero le armi per importare il modello della rivoluzione iraniana. Dopo gli attentati suicidi all’ambasciata e alla caserma americana a Beirut, la cui responsabilità fu data a Hezbollah, che comportò il ritiro dei soldati americani della forza multinazionale di peacekeeping in Libano nell’ottobre del 1983, il Partito di Dio fu consacrato come attore protagonista nelle vicende mediorientali.

IL RADICAMENTO IN SUD AMERICA

Facendo leva sulla forte presenza di emigrati siro-libanesi presenti già da diverso tempo in Sud America, il Partito di Dio, su finire degli anni ’80, iniziò a radicarsi soprattutto in Brasile, Argentina e Paraguay; da qui poi l’espansione in tutta l’area dove le sue attività, comprovate da arresti, sono state segnalate nel corso del tempo anche in Colombia, Messico, Nicaragua, Paraguay e Perù.

GLI ATTENTATI IN ARGENTINA

Una prima manifestazione della forza di Hezbollah in Sud America furono i due attentati che insanguinarono l’Argentina negli anni ’90. Il primo il 17 marzo 1992 quando un kamikaze colpì con una macchina piena di esplosivo l’ambasciata israeliana a Buenos Aires facendo 29 morti e 242 i feriti; due anni dopo, il 18 luglio 1994, un’altra auto si schiantò contro il centro ebraico dell’AMIA, l’Asociacion Mutual Israelita Argentina, sempre a Buenos Aires. Stavolta i morti furono 85 persone e i feriti centinaia: questi numeri lo hanno reso il più mortale attacco terroristico avvenuto in America Latina. Questi attacchi sono stati attribuiti a Hezbollah e all’Iran.

LA TRIPLE FRONTERA E I SUI TRAFFICI

Gli attacchi degli anni ’90 sono stati la punta dell’Iceberg delle attività del Partito di Dio, che da allora ha allargato il suo network ed è cresciuto sempre di più. Ad oggi, secondo quanto riportato dallo stratega geopolitico Edward Luttwak, nella zona della Triple Frontera, area a confine tra Argentina, Brasile e Paraguay, si troverebbe la più importante base operativa di Hezbollah all’estero.

L’area in questione circoscrive essenzialmente la sua esistenza a tre città appartenenti ai rispettivi tre paesi: Ciudad del Este, Foz do Iguacu e Puerto Iguazu, dove l’assenza di legge che vige in questi territori ha fatto della Triple Frontera una “zona franca” rendendola famosa al modo non tanto per il suo patrimonio naturalistico, quanto per le attività di matrice illegale e criminale che si esercitano sul territorio.

L’area di confine fra Argentina, Brasile e Paraguay

Tra queste, rientrano il contrabbando, lo spaccio di droga, lo smercio di armi, la prostituzione e il traffico di prostitute, nonché il riciclaggio di denaro sporco, tutte attività che intrecciano il loro operato con quello di Hezbollah. Qui vive una numerosa comunità di commercianti arabi, soprattutto sciiti siriani e libanesi, circa 30.000 in particolare a Ciudad del Este città paraguayana su questa porosa fascia di confine, in cui Hezbollah ha trovato terreno fertile per i sui mille traffici che intrattiene nell’area e che rappresentano un’importantissima piattaforma per le molteplici attività di finanziamento del gruppo nel resto del Sud America.

IL NARCOTRAFFICO IN COLOMBIA

In Colombia, oltre gli storici rapporti con le FARC, secondo il Report “State Sponsors of Terrorism”, Hezbollah ha organizzato un’unità clandestina denominata “External Security Organization” (ESO), attraverso la quale gestirebbe il traffico di droga verso Europa e Stati Uniti, il riciclaggio di denaro sporco profitto dei traffici illeciti e il contrabbando di armi. Secondo alcuni analisti alcuni di questi uomini sarebbero dei “clandestini” appartenenti alla famosa “Unità 910” braccio clandestino di Hezbollah responsabile delle principali operazione segrete.  

MESSICO

In Messico le agenzie di Intelligence hanno rilevato un proficuo traffico tra Hezbollah e i cartelli messicani Los Zetas e Sinaloa; in particolare con questi il Partito di Dio ha scambiato armi e ha insegnato loro a scavare tunnel alla frontiera con gli USA simili a quelli scavati negli ultimi anni sul confine tra Libano e Israele. In cambio, gli Hezbollah si sono riforniti di droghe sintetiche da vendere soprattutto in Medio Oriente per finanziare le proprie operazioni.

VENEZUELA

La presenza di Hezbollah è poi riportata dalle recenti dichiarazioni di Gustavo Tarré, rappresentante permanente del Venezuela presso l’Organizzazione degli Stati americani (OAS), nominato dal presidente ad interim Juan Guaidó. Secondo Tarrè Hezbollah opera in territorio venezuelano ed è diventato “un importante centro del terrorismo globale”. Ha poi aggiunto che questa “minaccia” di interferenza straniera “non è limitata ai confini venezuelani, ma si sta diffondendo in tutto il continente americano e nell’emisfero occidentale”.

L’ORGANIZZAZIONE DEGLI STATI AMERICANI

La presenza del Partito di Dio in sud America non è sfuggita all’Organizzazione degli Stati Americani. Nel giugno del 2019 il segretario Luis Almagro aveva denunciato che cellule di Hezbollah erano operative in Sudamerica, e guidavano azioni di criminalità organizzata transnazionale: “L’Iran e Hezbollah hanno una solida base di operazioni in Sudamerica in un’alleanza con la narco-dittatura di Nicolás Maduro. Se falliamo in Venezuela, sarebbe una vittoria per il terrorismo, la delinquenza transnazionale organizzata e l’antisemitismo”.

LE BLACKLIST DEL TERRORISMO

A seguito di queste dichiarazioni molti Paesi del Sud America, forti anche delle pressioni di Washington, hanno dichiarato Hezbollah un’organizzazione terroristica internazionale, creando così tutte le basi legali per contrastare le attività del gruppo. Oltre all’Argentina e alla Colombia, anche Honduras, Paraguay e Venezuela, quest’ultimo solo dal governo di Guaidò, hanno inserito il Partito di Dio nelle Blacklist del terrorismo internazionale, de facto, dichiarandone la loro presenza sgradita.

Leave a reply