LA CINA E L’IFAD, TRA PASSATO E FUTURO: LA STRATEGIA DI SVILUPPO RURALE PER CONSOLIDARE LA “VITTORIA” DELLA POVERTÀ

0
251

Dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949 oltre 800 milioni di persone sono uscite dalla povertà. Proprio questo obiettivo è al centro del concetto di “vitalizzazione rurale” della Cina post-2020, come confermato lo scorso 25 febbraio a Pechino con l’inaugurazione della nuova Amministrazione nazionale per la vitalizzazione rurale, alla presenza del vice premier cinese Hu Chunhua.

La Cina di Xi Jinping metterà al centro questa strategia nel suo Piano quinquennale 2021-2025 perché “con una popolazione di 1,4 miliardi”, ha affermato il Presidente cinese, “vincere la povertà non è il punto di arrivo ma un passo verso la costruzione di una società socialista più forte e moderna” e ancor più autorevole sul piano internazionale, in grado di anticipare di 10 anni l’obiettivo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

“Il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) sostiene questo cambiamento. Crediamo che solo investendo nelle aree rurali, promuovendo opportunità economiche per le popolazioni rurali, perseguendo la sostenibilità ambientale e, in ultima analisi, riducendo il divario tra aree urbane e rurali, la Cina riuscirà a raggiungere il suo secondo centenario “. Lo afferma Matteo Marchisio, rappresentante IFAD in Cina, in un’intervista rilasciata in occasione del 40esimo anniversario del primo prestito del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo alla Cina.

Un legame forte e duraturo che dal 1981 conta ben oltre 31 progetti in 28 Province cinesi, per un ammontare complessivo di 2,7 miliardi di dollari in aiuto delle realtà rurali per uscire dalla povertà ed incrementare il proprio benessere. Risultati oggi consolidati grazie alla rapida crescita dell’economia cinese, che ha portato circa 100 milioni di abitanti delle zone rurali al di sopra della soglia di povertà dopo soli 8 anni.

“Nessun altro Paese può affermare di aver portato così tante persone fuori dalla povertà in un periodo di tempo così breve, praticamente meno di due generazioni”, ha aggiunto Marchisio, “ma occorrerà sostenere questi risultati diversificando le opportunità di lavoro nelle zone rurali, garantendo maggior accesso a servizi finanziari e sociali a queste famiglie”.

Fonte immagine: https://e00-elmundo.uecdn.es/assets/multimedia/imagenes/2019/08/28/15670083779959.jpg

Leave a reply