Italia: la solidarietà sanitaria degli altri paesi per combattere il Covid19

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 “Abbiamo firmato un contratto da 100 milioni di mascherine che arriveranno nelle prossime settimane” questo ha dichiarato su Facebook lo scorso fine settimana Luigi Di Maio, Ministro degli Esteri italiano. L’Italia si mobilita fortemente per far fronte alla crescente domanda di materiale medico sanitario e il Ministro assicura che altre mascherine stanno partendo, mentre sono arrivo altri ventilatori polmonari.

Grande attenzione e solidarietà verso l’Italia in questi ultimi giorni. Il Presidente cinese Xi Jinping in un colloquio telefonico con il Primo Ministro italiano Giuseppe Conte ha dichiarato che “si identifica con le preoccupazioni urgenti dell’Italia e farà del suo meglio per fornire materiale medico e altra assistenza”. Il Ministro della Difesa russo Sergej Šojgu invece ha annunciato “lo sbarco nella base aerea militare di Pratica di Mare di 8 squadre mobili con virologi e medici dell’esercito russo”, il primo avvenuto lo scorso 22 marzo.

Da oltre oceano, oltre ai due ospedali da campo donati dall’ONG americana Samaritans Purse e dalla US Army, la USAFE ha fatto arrivare all’aeroporto di Aviano un’unità di terapia intensiva trasportabile in grado di trattare fino a 40 pazienti in 24 ore. “Stiamo lavorando duramente con i nostri amici italiani, il Dipartimento di Stato e l’U.S. European Command per garantire la fornitura necessaria in modo sicuro e tempestivo”, ha dichiarato il Generale Jeff Harrigian, comandante dell’U.S. Air Forces in Europa. Aiuti anche dal popolo cubano, il quale ha inviato 50 esperti medici che hanno già lottato contro l’Ebola in Africa.

Dal Medio Oriente si mobilita il governo egiziano, che ha inviato oltre 1 milione di mascherine sanitarie attraverso un aereo della flotta EgyptAir atterrato a Milano Malpensa. In Europa invece il governo tedesco ha accolto all’ospedale universitario di Lipsia, nella notte del 23 marzo, i primi due pazienti dalla Lombardia e il Land della Renania settentrionale-Vestfalia ha annunciato che prenderà in cura altri pazienti lombardi. Infine, in prima linea nell’assistenza sanitaria anche le ONG. Medici senza frontiere, Emergency e Oxfam inviano il loro personale nelle zone più a rischio tra Codogno, Bergamo, Lodi e Firenze. 

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