di Francesco Cirillo

L’offensiva militare turca nasconde le ambizioni di Ankara e del suo presidente Recep tayyip Erdogan.

Sin dalla sua elezione, ma emersa negli ultimi tre anni, Erdogan ambisce a rendere la Turchia la nazione che dovrà ereditare la pesante eredità dell’Impero Ottomano, ambendo ad essere il paese guida della comunità musulmana sunnita, deponendo l’altra potenza regionale sunnita: l’Arabia Saudita.

Le ambizioni egemoniche turche fanno parte di una visione strategica del futuro ruolo turco nella regione, elaborato e teorizzato dall’ex ministro degli esteri ed ex primo ministro Ahmet Davutoğlu con il suo libro “Profondità Strategica”.

Il testo teorizza le future mosse che la Turchia deve attuare nello scacchiere globale, con il fine di ottenere un ruolo di potenza regionale nei Balcani, nel Mediterraneo Orientale  e in Medio Oriente

I piani di Ankara 

L’azione militare di Ankara è parte integrante dei piani espansionistici del Presidente Erdogan, che ha come obiettivo la creazione di una fascia di sicurezza, e in seguito renderla zona cuscinetto, nella Siria nord-orientale nelle vicinanze della zona di confine turco-siriana. Altro obiettivo è impedire la creazione di uno stato curdo a sud della Turchia, obiettivo strategico che fa parte della dottrina politico-militare turca sin dalla nascita dello Stato turco di matrice kemalista. 

Ultimo obiettivo è giungere ai tavoli di pace con una forte posizione negoziale, in grado di bilanciare gli altri attori globali e regionali: Russia e Iran. 

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