di Ida Nicotera

È un dato che spesso non viene evidenziato, ma il 2,5% delle emissioni globali di gas serra viene generato dal trasporto marittimo che, con le sue 940 tonnellate di CO2 ogni anno, ha un impatto più che significativo sul clima e sull’ambiente. Questo fondamentale e prezioso settore è quello che governa circa il 90% degli scambi commerciali del pianeta, motivo per cui il trasporto di merci via mare ha registrato un notevole allargamento negli ultimi anni (nel 2017, la crescita è stata del +4%). Analizzando questo incremento da un punto di vista ambientale, secondo una stima dell’International Maritime Organization, la crescita progressiva del trasporto marittimo mondiale potrebbe provocare, entro il 2050, un aumento delle attuali emissioni tra il 50 e il 250%. Aumento che il nostro pianeta, in lotta contro la crisi climatica, non può decisamente permettersi.

Fermo restando l’importanza del trasporto marittimo per il commercio internazionale, la questione climatica è stata recentemente affrontata in un convegno tenutosi a febbraio 2021, organizzato da Legambiente e Enel X. Da questo convengo è nato un Rapporto[1], un piano che è riuscito a individuare possibili soluzioni per delle rotte navali decisamente più green. Non è un caso che a mobilitarsi in questo senso siano state proprio due società italiane. La costa mediterranea infatti è quella più colpita dall’inquinamento provocato dal trasporto marittimo per il suo grande numero di città portuali. Questi centri urbani, inoltre, spesso sono anche densamente abitati: l’inquinamento perciò ha delle implicazioni dirette sulla popolazione e sulla qualità dell’aria e dell’acqua.

In relazione all’abbattimento delle emissioni inquinanti e alla decarbonizzazione del trasporto marittimo, l’argomento su cui si concentra il Rapporto e che svolge un ruolo principale rispetto alla strategia è il cosiddetto “cold ironing”, ossia l’insieme delle tecnologie che vengono utilizzate per fornire energia alle imbarcazioni durante le soste nei porti. Attraverso il cold ironing, la connessione energetica tra nave e terraferma sarebbe di tipo elettrico, cosa che permetterebbe la riduzione delle emissioni navali in porto. Queste emissioni, inoltre, potrebbero addirittura essere nulle se il cold ironing venisse alimentato da fonti rinnovabili. Tramite questo sistema, la mitigazione degli agenti inquinanti sarebbe già molto consistente, considerando che una nave da crociera attraccata in banchina per 10 ore produce la stessa quantità di CO2 di 25 automobili in un intero anno. Pur essendo una tecnologia provata e possibile, sarà necessario un lavoro considerevole per poter introdurre questa soluzione. Attualmente, i porti del Mediterraneo non sono attrezzati con infrastrutture di cold ironing e solo poche imbarcazioni sono predisposte per ricevere questo tipo di energia. Oltre a questo, la complessità principale del cold ironing risiede nella diversità delle navi che attraccano nei porti, le quali richiedono un’alimentazione specifica a seconda di tipologia e di potenza.

Oltre a questo tipo di soluzione, per la decarbonizzazione delle rotte navali sarà anche necessario avviare una sostituzione progressiva del carburante, il gasolio “bunker”. Per fare ciò, il Rapporto propone l’utilizzo dei motori a Gas Naturale Liquefatto (GNL), che consentirebbe di tagliare le emissioni sia durante le soste in porto che durante la navigazione; l’uso di batterie per i motori elettrici delle navi, che renderebbe i tragitti delle navi più eco sostenibili; l’impiego dell’idrogeno o della ammoniaca come possibili combustili alternativi grazie alle loro basse emissioni.

Il progetto che si evince dalla lettura del Rapporto mira a modificare i parametri attuali del commercio marittimo rendendo l’Italia “la nazione dei porti verdi”, un obiettivo che il nostro Paese si era già prefissato nel 2019 con il progetto GUTTA, in collaborazione con la Croazia, per migliorare il trasporto marittimo internazionale al fine di ridurre le emissioni di CO2. Oggi, con i finanziamenti dell’Unione Europea previsti dal Next Generation EU, il governo italiano ha una grande occasione per stanziare parte dei fondi per la transizione ecologica proprio sulle rotte navali green, fornendo un primo esempio nel Mediterraneo per una gestione migliore del mare e dei trasporti.


[1] https://asvis.it/public/asvis2/files/Eventi_Flash_news/Enelx_Legambiente-web.pdf

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