Giorni di un futuro presente. Rivoluzione industriale verde

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“Il Covid sta già inaugurando una nuova era di politiche mirate al bisogno sociale invece che alla stabilità finanziaria. Ciò creerà probabilmente una crescita economica ciclicamente più forte e ad alta intensità di materie prime”, queste le parole della banca statunitense Goldman Sachs.

Il prezzo del minerale di ferro è salito a 176,90 dollari a tonnellata poco prima di Natale, il più alto dal maggio 2011, e il prezzo di mercato del rame ha superato gli 8.000 dollari a tonnellata per la prima volta in oltre sette anni. Il prezzo globale del petrolio è salito in 11 mesi a 55 dollari al barile con l’aiuto del cartello petrolifero Opec.

La spinta della domanda extra che vedrà prodotti come il rame, il nichel ed il cobalto non sarà da meno grazie alla costruzione di nuove infrastrutture.
Non meno necessari saranno acciaio e prodotti petrolchimici.

Scrive il Guardian “I prezzi delle materie prime, come l’energia e i metalli, hanno raggiunto livelli record nelle ultime settimane, nonostante la diffusione di Covid-19, e si prevede che saliranno ulteriormente con l’avvio di piani di ripresa economica verde”.

Un’economia verde che mira ad aumentare il benessere del genere umano, riducendo le disuguaglianze nel lungo termine e non esponendo le generazioni future a significativi rischi ambientali e a scarsità di risorse naturali.

Lo stesso ONU nella sua ultima Conferenza sul commercio ha stimato al rialzo le previsioni per la crescita economica post-Covid.

Secondo il report il PIL nel 2021 crescerà a livello mondiale del 4,7%, dopo la contrazione del 3,9% nel 2020, coinvolgendo tutti gli Stati del pianeta senza distinzione anche se non uniforme.

Primo posto per la Cina con un aumento del PIL dell8,1%.

Negli Stati Uniti, grazie al piano di stimoli da 1,9 trilioni di dollari varato da Biden, l’economia potrebbe crescere del 4,5%, anche se agenzie private come Goldman Sachs la spingono addirittura ad un +7%.

Nell’UE invece il PIL si dovrebbe attestare intorno al +4%, con la Francia in testa con il +5,3%. 
È con la strategia del Green Deal che l’Europa prevede una ripresa economica sostenibile.

Così i governi si preparano ad avere una “nuova” rivoluzione industriale verde per rilanciare la crescita economica mondiale dopo la pandemia e dare il via ad un nuovo “superciclo” di materie prime.

Certo il recente blocco del Canale di Suez non sta aiutando la previsione di questa ripresa economica, ed avrà sicuramente pesanti ripercussioni sull’economia mondiale in quanto questa via d’acqua controlla il 12% del commercio globale.

Un blocco che rischia di durare per settimane e che stima una perdita di 10 miliardi al giorno ed oltre a portare ritardi di consegne e quindi pesanti danni economici, ha visto fino a qualche giorno anche fa un’improvvisa impennata del prezzo del petrolio, proprio legata alle difficoltà di navigazione a Suez, ma ad oggi i prezzi sembrano essersi normalizzati.

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