Il 13 febbraio 2021 Mario Draghi giurava davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e diventava ufficialmente il trentesimo Presidente del Consiglio. Nel primo discorso al Senato datato invece 18 febbraio, elencava una serie di temi per il rilancio del nostro Paese, in primis pandemia e crisi economica, dichiarando che il Governo” «Farà le riforme e affronterà anche le emergenze». La lotta alla pandemia è una «trincea dove combattiamo tutti insieme, il virus è nemico di tutti».

Dopo i ringraziamenti al Presidente della Repubblica e all’ex Premier Conte, Mario Draghi ha sin da subito chiarito la natura e il posizionamento del suo Governo, che sarà «europeista e atlantista». «L’euro è irreversibile – ha detto Draghi -senza l’Italia non c’è Europa ma fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine». Per affrontare le rivalità tra i partiti della sua maggioranza ha invocato lo «spirito repubblicano» e «l’amore per l’Italia che unisce tutti», sottolineando inoltre che «l’Unità non è un’opzione ma un dovere».

I dossier UE, Mediterraneo, Immigrazione e Ambiente

«Avremo a disposizione circa 210 miliardi lungo un periodo di sei anni», ha ricordato il nuovo Premier, mettendo in luce gli obiettivi strategici da perseguire: «La produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5g».

Sul fronte dei rapporti internazionali, l’ex Presidente della BCE che gode di un’ampia maggioranza in Parlamento e un diffuso sostegno nell’opinione pubblica e dei media, ha fissato gli obiettivi: il rilancio del piano vaccini, dopo la sospensione momentanea da parte dell’Aifa del siero AstraZeneca, il contenimento dei contagi, l’occupazione e infine giustizia, pubblica amministrazione e politiche attive del lavoro, sollecitate dall’Unione Europea.

In ambito Mediterraneo, il Presidente del Consiglio sottolinea che l’esecutivo sarà rivolto a «profonda vocazione per il multilateralismo» e per «l’insostituibile ruolo delle Nazioni Unite» Il premier ha sottolineato il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania, ma allo stesso tempo ha rimesso al centro dell’attenzione italiana l’area del Mediterraneo allargato, con particolare attenzione alla Libia, al Mediterraneo orientale e all’Africa, aree di interessi prioritari per il nostro Paese. L’ambientale e la situazione migratoria sarà al centro dell’agenda del Presidente.  «Occorrerà consolidare la collaborazione con gli Stati a cui siamo accumunati da una specifica sensibilità mediterranea e da una condivisione di problematiche», ha affermato ancora Draghi, indicando a tale proposito Spagna, Grecia, Malta e Cipro.

Per il nuovo inquilino di Palazzo Chigi la sfida della questione migratoria dovrebbe risolversi in concerto con l’Europa. In tal senso Draghi ha citato il “nuovo Patto per l’immigrazione e l’asilo”, presentato nel novembre scorso dalla Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen:

Altra sfida sarà la concertazione sul nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell’equilibrio tra responsabilità dei paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati.

L’immigrazione, continuerà ad essere un tema cruciale per il nostro Paese, da una parte la nuova maggioranza che ha al suo interno diverse correnti contrastanti, dalla Lega al Partito Democratico, passando per il Movimento 5stelle e Leu. Per certi versi, le politiche migratorie sono state il tallone d’Achille dell’Unione a causa delle profonde divergenze, nelle visioni e per la pressione degli interessi nazionali.

Il leader della Lega Salvini ha dato l’assenso al nuovo esecutivo e sembra essersi convertito all’europeismo, votando a favore del Recovery Plan in seno al Parlamento Europeo. Mentre, sul fronte immigrazione, Salvini per quanto riguarda l’immigrazione rilancia, «occorrerà cambiare la strategia anche su porti aperti e porti spalancati”. Il segretario del Carroccio ha aggiunto: “Il primo gennaio 2019 quando ero al ministero dell’Interno c’erano stati 260 sbarchi di immigrati, ora nello stesso periodo ci sono quasi 5000 sbarchi e 10 poliziotti positivi al Covid nel centro di Lampedusa. È chiaro che bisogna arginare” l’arrivo di migranti irregolari. Nelle prossime settimane assisteremo a una battaglia politica scontata tra Lega e Pd, che con il nuovo Segretario Enrico Letta, dopo le dimissioni a sorpresa di Nicola Zingaretti, sembra intenzionato a proporre il tema dello “Ius soli” traducibile dal latino in ‘diritto del suolo’, che indica l’acquisizione della cittadinanza di un paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Lo Ius Soli si contrappone allo Ius Sanguinis (‘diritto del sangue’), che indica la trasmissione ai figli della cittadinanza del genitore, quindi non in base al luogo di nascita.

La questione ambiente: il Premier sembra deciso ad affrontare l’argomento con equilibrio. Il presidente incaricato incontra le associazioni ambientaliste, un segnale forte per un paese che deve rispettare il mandato dell’Ue e organizzare la Cop26. Siamo stati favorevolmente colpiti dalla centralità data da Draghi, alla questione ambientale e dall’ottica di sguardo di prospettiva di centralità nella trasformazione verde che, ci ha detto, dovrà essere trasversale alle altre politiche. Si conferma dunque la centralità dell’ambiente in un momento in cui dobbiamo gestire il più grande piano di ripresa e resilienza“, ha dichiarato Donatella Bianchi, presidente del WWF a margine dell’incontro.

I temi sono sul tavolo, e le scadenze incombono, e mai come in questo momento l’Italia deve dimostrarsi compatta e coesa, ne vale del nostro futuro.

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