Dai social alla comunicazione istituzionale dell’Emirato islamico dell’Afghanistan

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di Edoardo Desiderio

Lo scorso 15 Agosto i talebani sono entrati ufficialmente a Kabul conquistando di fatto l’Afghanistan, con il conseguente ritiro delle truppe americane.

Nel martedì successivo, alla conquista della capitale, viene convocata la prima conferenza stampa dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan, una svolta epocale sul fronte della comunicazione ed un successivo passaggio dai social media in particolare Twitter, megafono fondamentale per la diffusione di messaggi di propaganda legati all’estremismo islamico alla comunicazione istituzionale con l’organizzazione ufficiale di una vera e propria conferenza stampa, attesa non solo dai media ma soprattutto dai molti governi occidentali, che si stanno chiedendo se i talebani governeranno l’Afghanistan nella stessa maniera autoritaria e repressiva di vent’anni fa, oppure saranno più moderati in modo da avere più legittimità a livello internazionale.

A parlare è stato Zabihullah Mujahid, portavoce dei talebani, che dopo un breve discorso ha risposto alle domande dei giornalisti mostrando al mondo di essere più moderati e aperti al dialogo internazionale.

Mujahid ha affrontato diversi temi, tra cui i diritti delle donne e il rapporto con il gruppo terroristico di al Qaida.

I talebani dichiarano di non volere più che l’Afghanistan sia terreno di battaglia e di conflitto. “Abbiamo perdonato tutti quelli che hanno combattuto contro di noi. Non vogliamo più nemici interni o esterni”.

Un altro passaggio della conferenza stampa molto importante è stato quello sui diritti delle donne. Mujahid ha specificato che i talebani agiranno in accordo ai loro princìpi religiosi: “Gli afghani hanno diritto di avere le proprie regole. Abbiamo l’intenzione di rispettare i diritti delle donne sotto il sistema della sharia . Le donne lavoreranno spalla a spalla con noi. Vogliamo rassicurare la comunità internazionale che non ci saranno discriminazioni. Permetteremo alle donne di lavorare e studiare all’interno del nostro sistema”.

Al momento sembra difficile credere alle rassicurazioni dei talebani, soprattutto nella parte in cui si dice che non ci saranno discriminazioni sulle donne, ma anche sui legami con al Qaida, ancora forti, che potrebbero portare in breve tempo ad una riorganizzazione anche grazie alla protezione offerta dal nuovo regime talebano.

Il passaggio epocale che però ha visto la modalità di comunicazione da parte dei talebani resta sicuramente evidente e molto occidentalizzata, in passato infatti gli islamisti inviavano alle redazioni delle più importanti televisioni del mondo dei video di propaganda o di esecuzioni di ostaggi in formato VHS. Erano di fatto contenuti grezzi che potevano essere verificati, tagliati e contestualizzati dalle redazioni, che peraltro potevano anche decidere di non pubblicare. I contenuti quindi dovevano passare per il filtro occidentale prima di poter arrivare al grande pubblico. Poi è arrivata l’epoca di Twitter piattaforma preferita degli islamisti. Sia i talebani che altre organizzazioni – come ad esempio l’Isis – si sono dotati di una struttura comunicativa ben solida su Twitter.

I tre principali referenti della comunicazione online dei talebani sono Shaheen, Zabihullah e Dr M Naeem, portavoce dell’ufficio politico a Doha, in Qatar. Raccolgono nel complesso circa 800mila follower.

Shail Shaheen si occupa dei rapporti con i media internazionali, ma il referente della loro comunicazione è Zabihullah Mujahid.

Su Twitter Zabihullah si presenta come Official Twitter Account of the Spokesman of Islamic Emirate of Afghanistan, raccontando giorno per giorno i particolari della progressiva avanzata dei talebani, postando alcuni video e comunicati.

La decisione di utilizzare i social e in particolare Twitter per la comunicazione propagandistica islamica è dettata anche dalla forte crescita della diffusione di internet in Afghanistan.

Oggi i social, studiati da tempo dagli analisti nelle attività di  Social Media Intelligence o SOCMINT,  sono solo uno degli strumenti che gli estremisti usano per comunicare con gli afghani, perché il nuovo regime ha iniziato a sperimentare un utilizzo della comunicazione completamente diversa rispetto al passato utile a generare credibilità e autorevolezza nei confronti dell’occidente e dei media.

Non è un caso che pochi giorni fa la giornalista Yalda Hakim ha ricevuto una telefonata mentre era in diretta su Bbc per parlare della presa del potere in Afghanistan da parte dei talebani. A chiamarla c’era il portavoce Shail Shaheen. Hakim, sorpresa della telefonata, ha chiesto a Shaheen quali fossero i piani dei talebani per Kabul. Il portavoce ha assicurato che non ci saranno stragi e che le vite e le proprietà dei cittadini di Kabul sono al sicuro. “Siamo i servitori del popolo e dell’Afghanistan”.

Anche questa mossa molto vistosa di Shaheen, è una scelta comunicativa di una strategia ben più ampia, che i talebani perseguono da tempo nel tentativo di raggiungere sempre più facilmente e direttamente i media occidentali, su questo anche Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza si è espresso chiaramente affermando che “I talebani hanno vinto la guerra, quindi dovremo parlare con loro”.

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