Corridoi umanitari. Viaggi della salvezza e non della disperazione. Un esempio di sinergia virtuosa.

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I #corridoiumanitari sono uno tra i tanti modelli di accoglienza che gli Stati Europei stanno prendendo in considerazione come alternativa sicura e legale ai viaggi della disperazione. 

I primi corridoi umanitari in Europa nascono dalla collaborazione ed unione di forze tra protestanti e cattolici che condividono l’obiettivo di permettere a persone fuggite dai loro paesi e in condizioni di vulnerabilità di accedere al loro diritto di chiedere asilo usufruendo di vie legali e sicure.

La base giuridica di questa iniziativa è fornita dall’art. 25 del Regolamento CE 810/2009 che concede ai paesi dello Schengen la possibilità di rilasciare visti umanitari validi per il proprio territorio.

Il progetto “Apertura di corridoi umanitari” ha preso il via in Italia il 15 Dicembre 2015 a seguito della firma di un Protocollo d’intesa tra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la tavola Valdese ed Governo italiano.

Sulla scia del trionfante modello italiano anche l’Europa ha deciso di impegnarsi in questo progetto umanitario. 

“Abbiamo verificato che questo è un modello assolutamente vincente, che mette sicurezza e protezione in un connubio perfetto” ha sottolineato la Vice Ministra agli Affari Esteri e alla Cooperazione internazionale, Emanuela Del Re.

Corridoi umanitari che rappresentino appieno i valori dell’Unione Europea, con un programma di accoglienza ed integrazione strutturato che permetta ai migranti di costruirsi realmente un futuro nel rispetto delle leggi, coinvolgendo la Commissione europea, per stabilire standard minimi per l’accoglienza, assistere gli Stati membri nella firma dei protocolli d’intesa con i paesi di operazione e le convenzioni con la società civile, oltre a valutare l’opportunità di stanziare fondi europei.

Tra gli obiettivi di questo progetto i più importanti sono quelli di evitare i viaggi della morte con le conseguenti tragedie in mare, contrastare il business dei trafficanti, concedere a persone vulnerabili un ingresso legale sul territorio, gestire gli ingressi in modo sicuro ed avere maggiori controlli di sicurezza a livello statale.

Concretizzare la solidarietà intra-europea nella gestione di tali complessi fenomeni, creare quindi cicli di interazione positiva di cui i corridoi umanitari ne rappresentano un esempio efficace.

Il mondo globalizzato è interconnesso e interdipendente  motivo per cui i fenomeni di vulnerabilità ci riguardano tutti, e responsabilità in questo caso dell’Unione Europea è quella di proteggere mediante questi corridoi umanitari europei i migranti regolari, tanto più se vulnerabili, nel loro processo di integrazione, restituendogli dignità e dandogli la prospettiva di un futuro migliore mediante un linguaggio universale, trasversale ed unificante che restituisce un equilibrio nella narrativa corrente.

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