Il 25 febbraio 2022, il consigliere di Stato e Ministro degli Esteri cinese Wang Yi è stato protagonista di un intenso colloquio telefonico per discutere della situazione in Ucraina con il Ministro degli Esteri britannico Elizabeth Truss, l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri Josep Borrell e il Consigliere diplomatico francese del presidente, Emmanuel Bonne.

Il Ministro Wang Yi ha esposto la posizione di base della Cina sulla questione ucraina, sintetizzata in cinque punti:

1. La Cina, sostiene che la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi dovrebbero essere assicurate e che gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite dovrebbero essere sempre rispettati seriamente. Questa posizione è netta e si deve applicare alla questione ucraina.

2. La Cina sostiene una sicurezza comune, globale, cooperativa e sostenibile. Ritiene che la sicurezza di un Paese non debba andare a scapito della sicurezza di altri Paesi, tanto meno la sicurezza regionale dovrebbe essere garantita rafforzando o addirittura espandendo i blocchi militari.

La mentalità della Guerra Fredda dovrebbe essere abbandonata completamente e le legittime preoccupazioni per la sicurezza di tutti i Paesi dovrebbero essere rispettate. Dati i cinque processi consecutivi di espansione verso est della NATO, le legittime richieste di sicurezza della Russia dovrebbero essere prese sul serio e adeguatamente affrontate.

3. La Cina ha seguito da vicino gli sviluppi della questione ucraina. La priorità assoluta per il Paese è che ora tutte le parti tornino sui propri passi per evitare che l’attuale situazione peggiori o addirittura sfugga al controllo. La sicurezza della vita e delle proprietà dei civili dovrebbe essere efficacemente garantita e dunque le crisi umanitarie su larga scala devono essere prevenute.

4. La Cina sostiene e incoraggia tutti gli sforzi diplomatici volti ad una soluzione pacifica della crisi ed accoglie favorevolmente il ​​più presto possibile dialoghi diretti tra Russia e Ucraina. La questione si è evoluta in un contesto storico complesso, visto che l’Ucraina dovrebbe fungere da ponte tra l’est e l’ovest, non diventare una frontiera nello scontro tra grandi potenze. La Cina, inoltre, sostiene l’Unione europea e la Russia nell’avvio di un dialogo paritario sulle questioni di sicurezza europea e nell’attuazione della filosofia della indivisible security, in modo da formare alla fine un meccanismo di sicurezza europeo equilibrato, efficace e sostenibile.

5. La Cina ritiene che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe svolgere un ruolo costruttivo nella risoluzione della questione ucraina e dare priorità alla pace e alla stabilità regionali e alla sicurezza universale di tutti i Paesi.

Le azioni intraprese dal Consiglio di sicurezza dovrebbero aiutare a raffreddare la situazione e facilitare la risoluzione diplomatica, piuttosto che alimentare le tensioni e causare un’ulteriore escalation. In considerazione di ciò, la Cina è sempre stata contraria all’invocare volontariamente il Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite che autorizza l’uso della forza e delle sanzioni nelle risoluzioni del Consiglio di sicurezza.

Non a caso, proprio nel corso della sua conferenza stampa di giovedì 3 marzo, Wang Wenbin, portavoce del Ministero degli Esteri cinese, ha voluto sottolineare ancora una volta le motivazioni dell’astensione di Pechino all’Assemblea generale delle Nazioni Unite nella votazione della risoluzione che chiedeva la condanna dell’invasione russa dell’Ucraina e il conseguente ritiro delle sue forze.

Wang Wenbin, infatti, ha dichiarato che l’ambasciatore Zhang Jun, rappresentante permanente della Cina presso l’ONU, ha già fornito le motivazioni del “necessario” voto di astensione, evidenziando che la bozza di risoluzione non è stata oggetto di piena consultazione in seno a tutti i membri e riprendendo sostanzialmente le parole già espresse dal Ministro degli Esteri Wang Yi il 25 febbraio scorso.

Lo stesso Consigliere di Stato e Ministro degli esteri Wang Yi aveva anche osservato che, in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU e grande Paese responsabile, la Cina ha sempre adempiuto fedelmente ai propri obblighi internazionali e ha sempre svolto un ruolo costruttivo nel mantenimento della pace e della stabilità nel mondo. Concludendo, Wang Yi aveva anche sottolineato che quando si tratta di pace e sicurezza, la Cina ha il record migliore tra i principali Paesi, in quanto non ha mai invaso altri Paesi o è si è impegnata in guerre per procura, evitando di cercare sfere di influenza o di partecipare a scontri a livello di blocchi militari.

Secondo il Ministro degli esteri cinese, la Cina rimane impegnata nel percorso di sviluppo pacifico e nella costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità. Il Paese, dunque, continuerà ad opporsi fermamente a tutte le politiche di potere, difendendo con determinazione i diritti e gli interessi legittimi dei Paesi in via di sviluppo, in particolare di quelli di piccole e medie dimensioni.

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